• Reader for Blind

Valerio Carbone, Scrittore e titolare di Haiku Edizioni


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Qual è stata la genesi di haiku Edizioni?

Edizioni Haiku nasce dall’idea e dalla perseveranza di due amici, colleghi di Università e aspiranti scrittori, che, nel lontanissimo 2009, decidono d’impegnarsi in un progetto per dare senso e significato alle loro ambizioni e, allo stesso tempo, di raccogliere le forze di tutti gli aspiranti scrittori che potevano condividere il loro modo di vedere e sognare le cose. Così il 24 dicembre 2010 nasce Edizioni Haiku, una nuova piattaforma editoriale, originale per vocazione e per costruzione: pensa che non soltanto siamo stati fra i primi in Italia a pubblicare in ebook, ma avevamo trovato una nostra prima identità nella pubblicazione di romanzi e racconti a episodi proprio perché, fra tradizione e innovazione, volevamo riproporre l’idea dei classici romanzi d’appendice. Non è stato un successone e così abbiamo ripiegato sul classico cartaceo.

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Raccolte di racconti, monologhi quasi teatrali, testi tradotti in varie lingue. Da cosa è scaturita la scelta di aprirsi a un catalogo tanto ricco?

La maggior parte della nostra varietà deriva proprio dall’idea originaria di una casa editrice ampia che pubblicasse tanto e costantemente a episodi. Non avevamo un genere di riferimento perché non avevamo dei lettori di riferimento. Ora abbiamo cinque collane tematiche (e a breve ne apriremo probabilmente una sesta e stiamo studiando una settima per la saggistica) perché siamo interessati alla varietà delle forme espressive. L’importante è che il contenuto sia di qualità.

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C’è una collana in particolare che ti è più cara?

Non ci sono collane di serie A o di serie B e non ci sono opere di serie A o di serie B. Ci sono opere a cui sono più affezionato e dunque ritengo che alcune collane siano impreziosite da tali opere. Ma sono tutte considerazioni personali.

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Di difficoltà del mestiere ce ne sono?

Il nostro settore è il settore peggiore da un punto di vista economico. Ci sono tante dinamiche che conosciamo bene tutti e che partono dalla triste evidenza che di libri se ne vendono sempre pochi e che il mercato è colonizzato dai titoli delle major.

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Quanti titoli pubblicate in un anno e In base a cosa prendi le tue decisioni editoriali? Ed in base a quali parametri scegliete i testi meritevoli di pubblicazione?

Abbiamo sempre tenuto una media piuttosto contenuta, solitamente non più di quattro titoli l’anno. Questo perché ci siamo sempre occupati del lavoro sul testo con molta cura e dunque è difficile concederci più uscite. Anche se il proposito di quest’anno è quello di pubblicare di più, lavorare di più, ampliare il catalogo. Considera che siamo stati un anno e mezzo con le selezioni chiuse perché non riuscivamo a smaltire la mole di proposte editoriali arrivatoci! Noi pubblichiamo in base a due criteri fondamentali: il testo deve piacerci e il testo deve avere un valore. Può mancare una delle due variabili ma non entrambe. Sui nostri gusti si può discutere, il valore è una questione molto più oggettiva. Ci sono testi che hanno valore letterario, altri testi che hanno valore di mercato. Il mercato, d’altronde, ha le sue regole.

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Essendo voi dell’Haiku una “piccola” casa editrice indipendente, cosa ne pensi delle piccole librerie indipendenti come dice qualcuno sono condannate all'estinzione?

Credo che le piccole librerie indipendenti dovrebbero essere più indipendenti e dovrebbero aiutare maggiormente le case editrici “piccole” o “medie”. Per come la vede io, un libraio indipendente avrebbe il dovere di consigliare e indirizzare il proprio pubblico attraverso i libri che pubblicizza, avrebbe il dovere di conoscere i libri che ha all’interno della propria libreria. Che una libreria “indipendente” prenda i miei titoli in conto vendita e, nel migliore dei casi, me li lasci esposti per qualche mese per poi decentrarli e ridarmeli dopo un anno come invenduto non me ne faccio molto. Lo so che a lui conviene di più servire alcolici e preparare caffè. Ma a me conviene di più farmi distribuire su Ibs e Feltrinelli.

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Alcuni dicono che c’è da essere coraggiosi, altri che il momento è delicato, chi invece li scarta a priori, Haiku edizioni e te in particolare cosa ne pensi dei racconti brevi?

I racconti brevi sono una forma di narrativa che a me, personalmente, appassiona molto. Bisogna però trovargli una forma editoriale compiuta per poterli pubblicare. Mi dispiace vedere quante volte nelle antologie e nelle raccolte ci siano pochi racconti validi e troppi riempitivi tanto per chiudere un libro. So che ci sono case editrici che incoraggiano questo modo di fare, e non so quanto sia giusto o sbagliato puntare il dito verso questa cosa. Secondo me, comunque, è molto più coraggioso pubblicare un romanzo. I racconti sono più brevi (sia da leggere, sia da scrivere), c’è meno editing da fare. E forse si vendono meglio. Punti di vista.

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So che voi siete anche molto attivi nel campo della promozione “sul campo”, Le iniziative parallele all’editoria libraria (attività teatrali, reading ecc…) arricchiscono il lavoro della casa editrice o sono fondamentali per essere in linea col mercato?

Noi nasciamo come scrittori e siamo diventati editori. Siamo versatili per natura e sappiamo che non esiste la pappa pronta. Le iniziative sono fondamentali per promuovere un libro e se stessi. Ci sono testi che funzionano bene nelle riproposizione teatrali, testi e autori che sono fenomenali nei reading, testi che funzionano nelle scuole (noi possiamo vantare un’opera di narrativa, “L’onda opposta”, che quest’anno è stato assunto come testo scolastico per due istituti tecnici di Milano). Insomma, ogni storia ha la sua dimensione e il suo contesto. Ci piace pensare di potere aiutare gli autori a scoprire il proprio pubblico di riferimento. Per quanto concerne la redazione, è normale che per sopravvivere come realtà editoriale dobbiamo arricchire le nostre attività. Nel 2014 abbiamo intrapreso una feconda collaborazione con Babelcube/Amazon per la traduzione di alcune nostre opere in lingua straniera. Sempre nel 2014 abbiamo cominciato a collaborare con la realtà di Libri&Letture, un promoter di attività culturali che ha portato i nostri testi sui territori di moltissimi comuni del Piemonte e della Lombardia. Adesso stiamo cominciando a lavorare come Agenzia letteraria indipendentemente dalla nostra attività editoriale…

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Curiosando un po’ attraverso i social ho potuto vedere che oltre che editore tu sei anche scrittore, ho visto una pagina e un libro “Il mercante d’acqua” appena pubblicato e che sta ricevendo anche molti giudizi positivi, vuoi parlarci di come è nato?

Io nasco scrittore (è la terza volta che lo dico), eppure questo, “Il mercante d’acqua” è il mio primo romanzo. Non il primo romanzo che ho scritto ma il primo romanzo che ho deciso di non cestinare e di dare alle stampe. È un’opera importante per me, figlia di almeno tre anni di lavoro. Ed è un’opera complessa perché vede la collaborazione di un’illustratrice che, di fatto, ha impreziosito le pagine del volume. È una favola fantascientifica e insieme un romanzo di formazione che mescola e radicalizza molti aspetti del quotidiano. Della trama ho già parlato in molte occasioni, vi rimando alle pagine e agli articoli che ne parlano. Sono contento dei molti giudizi positivi che sta ricevendo.

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Quali sono le aspettative che riponi sia nella casa editrice che nel tuo lavoro da scrittore e quali sono i tuoi progetti futuri?

Forse a questa domanda ho già risposto, tra le righe, nelle risposte precedenti. La mia aspettativa da editore è quella di poter continuare a fare l’editore, ma per poter perseguire in questa attività occorre una forte professionalizzazione che, invero, stiamo provando a fare nostra. Per quanto concerne il mio lato autorale, non ho al momento progetti concreti se non quello di promuovere più compiutamente “Il mercante d’acqua”.

https://www.facebook.com/ilmercantedacqua/

http://www.edizionihaiku.com/edizionihaiku/prodotto/il-mercante-dacqua/

Scheda del libro


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