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Walter Lazzarin, Lo scrittore per strada.



http://scrittoreperstrada.blogspot.it/

Walter Lazzarin, nato a Padova. Classe Ottantadue. Laureato in Economia Aziendale e in Filosofia. Come nasce in te la passione per la scrittura? E, soprattutto, se potessi tornare indietro con la mente, qual è stato il momento in cui sei stato catturato da questa passione?

Dal 2000 ho cominciato a tenere un diario, perché avevo bisogno di capire meglio la fase che stavo affrontando. Da quel momento i miei voti nei temi di italiano sono migliorati di mese in mese. Prima, odiavo scrivere i temi. Più tardi sono diventato un maniaco della lettura, in particolare divoravo classici della narrativa italiana, inglese e russa; nel 2005 mi sono chiesto: E se provassi a scrivere un libro? Dal 20 gennaio 2005 non ho più smesso.

Il Drago non si droga” è il tuo terzo libro, edito da Red Fox nel 2015. Come è nato? La visuale narrativa resta bassa un po' come accadeva visivamente nel film “I bambini ci guardano” di De Sica? Come mai questa scelta?


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Nelle sere d’estate, quando da piccolo andavo a dormire senza bacio della buonanotte (chissà cosa avevo combinato), con in braccio il mio drago di peluche guardavo fuori dalla finestra. Volevo volare fuori, mi sentivo in gabbia. Volevo vedere cosa accadeva in città, per capire se le cose o le persone si trasformavano in qualcosa di brutto. Non ho però mai provato a evadere, mi sono sempre arreso e rifugiato sotto la coperta leggera. E ora ho voluto prendermi una rivincita sui rimpianti. “Il drago non si droga” è la storia che ho sempre voluto vivere.

Per promuoverlo hai intrapreso un arduo cammino: girare le piazze d'Italia con la tua Olivetti, per <<far avvicinare le persone alla narrativa>>, come hai tu stesso affermato in una descrizione del progetto. Puoi spiegarci com'è nata quest'idea e quali sono le tue prossime tappe?

Ne l’autunno 2015 mi era venuta l’idea per un romanzo: un ragazzo decideva di promuovere il proprio libro andando in giro per l’Italia, porta a porta. Ho cercato informazioni fiscali, legali ed economiche per capire come avrebbe potuto fare a portare avanti il progetto, ci tenevo che la storia fosse non solo godibile, ma pure credibile. Quando ho capito che il ragazzo ce la poteva fare, e che perciò la storia era verosimile, mi sono chiesto: E se lo facessi io anziché delegare un personaggio?

In quanto a l’itinerario, dopo Roma e il Mezzogiorno sono stato in Toscana; le prossime tappe sono Torino (in cui starò dal 9 maggio al 10 giugno) e Milano. In mezzo passerò per Liguria e Sardegna.

Cosa ti sta lasciando quest'esperienza e cosa tu speri di lasciare alle persone che incontri nel tuo percorso?

Roma mi ha lasciato la voglia di viverci; Catania mi ha fatto sentire a casa; la Calabria tutta mi ha trasmesso un calore umano indicibile e Matera, a breve capitale europea della cultura, mi ha fatto capire quanto è bella l’Italia e quanto poco conosca sé stessa.

Cosa spero di lasciare io a chi mi incontra? Draghi!


I tuoi lavori precedenti sono “A volte un bacio” e “21 lettere d'amore”, entrambi editi dal Foglio letterario. Come sono nati e cosa può accomunarli con il tuo ultimo lavoro?

A volte un bacio, ha una storia lunga: ho iniziato a scriverlo nel 2005 e l’ho più volte stravolto prima che fosse pubblicato nel 2011.

21 Lettere d’amore, è una raccolta di tautogrammi che ha avuto, al contrario, tempi di uscita rapidissimi.

In tutti i miei lavori, compreso il Drago, credo si riconosca una voce narrativa ironica e secca, leggera e al contempo profonda. O almeno spero.

L'ultima domanda riguarda noi giovani. Essendo tu un giovane scrittore, che consiglio ti senti di dare a quei ragazzi che, come te, hanno la passione per la scrittura ma a cui, a differenza tua, manca il coraggio di tirare fuori dal cassetto i loro sogni? Cosa vorresti dire a quelle persone che si lasciano spaventare dalla troppa velocità virtuale e tengono per sé le loro idee?

Agli aspiranti scrittori consiglio di lavorare molto sul proprio profilo Facebook. Farsi un seguito sui social network credo che oggi sia più funzionale rispetto a una pubblicazione con una piccola casa editrice.

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