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Safari di Laura Pugno (124 parole)



124 parole.

È un gioco crudele quello di Marco, che paga un tizio di nome Damiani per uccidere una coppia di ragazzi.

La storia di Laura Pugno si intreccia in una caccia, non al tesoro, ma alla morte. Surreale e feroce la realtà di questo ragazzo, che con armi in mano e senza un motivo apparente, cerca di cancellare. Solo attraverso i sogni la realtà cambia, rivelando forse una verità che egli stesso conosce già ma che cerca di reprimere. E la realtà è quella di uccidere per recidere i legami di appartenenza, come un rito di passaggio che un cucciolo compie per diventare capobranco. È una catarsi, che rischia di abbandonare un passato che è anche presente. Perdendosi in questo safari che è la vita.

Sinossi.

Un ragazzo paga un uomo per aiutarlo ad organizzare un omicidio. Sembra priva di emozioni questa figura che solo nei sogni fa emergere qualcosa della propria personalità. E forse attraverso i sogni capirà il vero motivo che lo ha spinto ad prendere una decisione simile.

Incipit.

Quella notte, Marco sogna come sempre la stessa cosa, un bambino che si perde nel bosco e che viene cresciuto dalle bestie fino alla pubertà. La creatura del sogno non gli somiglia, cerca di sfuggirgli, pensa che da lui possa venirle un male. Questa volta, nel sogno di questa notte, è una bambina cresciuta dalle bestie, ha i capelli aggrovigliati e sporchi, i capezzoli che già si stanno sviluppando. È venuta anche qualche notte prima, poi scompare nel fondo del bosco o cede il posto nel sogno al suo compagno maschio. Ma adesso è giorno, Marco segue Damiani che gli va davanti con le armi e il carniere, facendo di tutto per non lasciare tracce per terra né l’uno né l’altro, gli alberi da questa parte sono così fitti che quasi non filtra la luce e dovranno addentrarsi ancora di più nel bosco, guarda le spalle e la schiena di Damiani mentre camminano, ha il fiato corto, mentre Damiani è instancabile. Avrà quasi quarant’anni, è un uomo magro, Marco invece ne ha venticinque, si fa crescere la barba – che è rada, a chiazze – per coprire i suoi lineamenti, che non sopporta e che sono infantili. Damiani si volta verso Marco, stanno entrando nella parte di bosco dove dovranno fermarsi, sta per chiudersi il fitto degli alberi, poi si riaprirà nella piccola radura dove già stanno i due, sono arrivati da due giorni, vengono dal campeggio più a sud, lui li ha già visti, guarda Marco che gli viene dietro più lento, si muove come uno che inciampa nel sonno. Quando li vede, Marco – sono un ragazzo e una ragazza, hanno deciso di dormire, per una notte, fuori dalla tenda, tra gli alberi alti di quella parte, anche se l’erba non è così secca, e ci sono gli insetti; lei è piccola e ha i capelli biondi corti, divisi a ciocche sottili dall’umidità, lui dorme più lontano e le dà le spalle – improvvisamente sente il vomito risalirgli dallo stomaco. Guarda bene, dice accanto a lui la sua guida. Torniamo domani notte. Marco toglie subito gli occhi da quella scena.

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