• Reader for Blind

Dosi di coraggio



Oh, più guardo il cielo e più mi rendo conto che, chi comanda davvero in questa città, sono i gabbiani e i piccioni.

Pure il tempo anche oggi non è granché, ma ormai andiamo avanti e tutto continua a cambiare. Pure questo clima che ti catapulta direttamente ai tropici. E adesso più che maneggiare birilli mi sembra di stare a esercitarmi per un corso di agopuntura acrobatica orientale. Ogni scheggia m'infilza i palmi e s'impunta nella carne, spillando sangue che nessuno vede, ma che solo io sento scorrere. Un volteggio di birilli che è quasi sempre lo stesso: scende uno, salgono gli altri due; col semaforo rosso e le auto che trambustano e si lamentano.

Attraverso i parabrezza delle automobili, col riflesso della luce che specchia la frenesia del sopravvivere, in questi tempi bui la visuale è annebbiata al punto giusto per farmi intendere quanto, dentro queste auto, l'incoerenza è sinonimo di coerenza. La vita ti dimostra quanto chi è, contro tendente lancia una moda che va di tendenza. E penso per un istante, col riflesso della sfera rossa del semaforo negli occhi, che amare qualcuno è prenderla nel culo come una porno diva, con tanto di sputo, sperma ed escrementi. Mentre l'essere amato invece è una stronzata più grossa di quella di Mattia Pascal.

Continuo a lanciare come le lancette continuano a scorrere.

E passo per le auto e tanti mi prendono per il culo e alcuni mi ricompensano, ma la maggior parte nemmeno mi vede. E le donne invece, quasi tutte intendo, sono più merdose del culo di una pecora sarda, e non so per chi dei due sia l'offesa sinceramente; però ce ne sono parecchie decisamente scopabili. E ora, tra i rombi Diesel e gli scarsi cinguettii d'uccello incatramati e la puzza di città che mi devasta i polmoni, odo tintinnare gli spicci; li odo incrementarsi man mano, echeggiando un tintinnio che a fine mese si traduce in "assegno mensile"; che si traduce in: "divorzio"; che si traduce in: "amore".

Quando c'ero davo tutto me stesso ed era troppo. Ero dolce, sensibile, accondiscendente, ed elargivo noia a ripetizione; ho fatto il duro e sono stato il mostro insensibile in grado solo di dispensare malessere.

Continuo a lanciare come le lancette continuano a scorrere.

Le mani mi ardono sul legno incandescente e le persone stanno a guardarmi, e penso che l'amore ti modifica sempre. Ti forgia a sua immagine e somiglianza. Ti cambia accusandoti di stare cambiando. Perché chi dice di amarti, ama se stesso e odia la sua solitudine.

Quando il volteggio finisce percepisco fino in fondo, colarmi il sangue dai palmi stretti e scheggiati dal legno. Cambieranno le vie e i semafori e i dormitori e lo so per certo; cambierà la quantità dei birilli e il loro colore, e la vernice acrilica e il modo della mia pelle di assorbirla e cambiarmi i fottuti geni e le cellule. Ogni giorno ci sarà la puzza di piscio di una diversa razza di animale. E sarà sempre l'unico profumo che annuserò mattina, pomeriggio e sera. E queste mani di merda saranno sempre più nere e sudate e consumate dai calli.

Lancio di nuovo i birilli e l'orologio continua a scorrere, con le auto e il programma in assembler su basetta programmato in chissà quale I.T.I.S di quarto ordine.

Continuo e contiuerò a odiare ogni mio difetto, e cazzo se non c'è difetto più grande della paura di non essere accettato.

Ma chi se ne fotte!

Farsi accettare da chi dice di volerti amare è non essere se stessi, ma quello che vogliono. E' come un cane che crede di essere umano solo perché abita con un umano. E' un adolescente che si trastulla l'uccello pensando che la troia allo scherma goda davvero per un orgasmo.

Amo non essere accettato e non farmi car-sharing con mani e piedi.

E intanto saltano i birilli e io sono sempre più sporco.

Quando sei ridotto una merda per una serata a un Art Café la gente ti evita e non può farti del male.

Così ora a un altro semaforo, con un altro volteggio di birilli sopra la mia testa che m'incrociano gli occhi, e il calore e la puzza di una strada diversa. Mollando la voglia di essere amato a quelli che l'amore lo prendono sul serio con oro e diamanti.

Andy Warhol diceva che ognuno prima o poi avrà i suoi 15 minuti di gloria: trent'anni e io sto ancora aspettando.

Mi basta pensare che chi vuole qualcosa la prende così com'è, e io l'ho presa così la mia libertà.

Oggi è oggi e a domani ci pensiamo domani, diceva mio padre, e per adesso non posso far altro che provare a continuare a vivere.

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