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Nome in codice: Quarry



Nel 1976 Max Allan Collins (Autore della Graphic Novel Road to Perditiond a cui è stato tratto il film Era mio padre nel 2002) scrive il primo di una serie di libri intitolata Quarry (soprannome del protagonista della serie).

La Storia è quella di un giovane, reduce dal vietnam, che torna a casa dalla moglie. Il ritorno alla sua via non sarà per nulla facile, l’orrore del Vietnam è un immagine stampata nella sua memoria che non vuole andare via, l’abbandono da parte dello stato poi non semplifica la vita.

Tornato in patria come un eroe, il cecchino, appartenente al corpo dei Marines, Mac Conway diventa un sicario professionista. Mac, disorientato da un mondo che non sente più suo, torna a fare quello che ha imparato a fare molto bene in Vietnam, uccidere.

Quarry non è una semplice serie sul Vietnam, è una serie che parla dei traumi della guerra, che fotografa una società americana degli anni 70 piena di contraddizioni, una società in piena guerra culturale e sociale. Mac Conway, tornato dalla guerra, non fa altro che prendere atto di essere finito in un'altra guerra, una guerra fatta di discriminazione sociale e razziale, una guerra che vede lo stato quasi assente. Mac Conway è un antieroe a tutti gli effetti, solitario provato psicologicamente per l’esperienza appena passata. Proprio nella sua figura troviamo un'altra contraddizione: la guerra, tanto sostenuta in un primo momento dagli americani, si rivela un totale fallimento, una vera e propria sconfitta. Gli americani iniziano a intuirlo, seppelliscono i propri figli. Va anche peggio per chi torna, affetto da disturbi psicologici, incapace di trovare un lavoro e senza un minimo aiuto statale. La rabbia della gente cresce e si trasforma in odio, un odio che viene indirizzato proprio verso gli “eroi” della guerra, un odio e un rifiuto che molte volte viene anche dalla famiglia stessa.

La Serie, composta da 8 puntate, mette in scena il dramma del rientro dei soldati americani dal Vietnam, sottolinea la depressione e lo spaesamento che questi giovani si trovano ad affrontare una volta rientrati.


Nel Cast troviamo Logan Marshall-Green, nella parte di Mac Conway, sicuramente uno dei migliori attori in circolazione, regala un interpretazione, considerata da Collider, tra le migliori del 2016.

http://collider.com/quarry-logan-marshall-green-interview

Peter Mullan (premio per il miglior attore al Festival di Cannes nel 1998 per il film My name is Joe, regia di Ken Loach) è Broker un misterioso signore del crimine che convince Mac Conway a lavorare per lui come killer. Jodi Balfour interpreta Joni Conway. Se il lavoro Logan Marshall-Green è quello principalmente di mostrare allo spettatore il senso di inadeguatezza del personaggio nel tornare alla vita quotidiana, con i propri disturbi con una discesa nella depressione e una “rinascita” non del tutto positiva. Il lavoro di Jodi è quello di mostrare il dramma della moglie di Mac. La felicità che vediamo in Joni nel riabbracciare il marito all’inizio della storia svanisce lasciando spazio ad una paura sempre maggiore nel constatare che il marito non è più lo stesso e nell’accorgersi di non conoscerlo più.

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