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Tutto in ordine e al suo posto



Selected Stories è il titolo della raccolta di Brian Friel, curata e tradotta per la Marcos y Marcos da Daniele Benati, proposta in Italia con il titolo: Tutto in ordine e al suo posto, nella collana Gli Alianti. La suggestiva immagine di copertina è di Martin Gale, che ci invita a percorrere la strada ancora bagnata dopo la pioggia, verso l’uomo in completo, forse lo stesso Friel.

È l’Irlanda, la madre di folletti e fate, la terra dove incontriamo i protagonisti dei nostri racconti. Sono personaggi comuni, donne e uomini forti dal cuore di terra e dal sangue di whiskey. L’acqua è un elemento ricorrente in ogni storia, con la pioggia, il lago e il mare, l’oceano. Il nutrimento della terra e degli uomini.

La raccolta si apre con Il rabdomante. Nel paese di Drumeen, come in molti altri, il mondo gira intorno ai pettegolezzi delle donne, agli ubriaconi del pub e alle funzioni in chiesa. Nelly comincia una nuova vita, ormai donna matura, costruendo un’immagine di rispettabilità con il suo lavoro e con un nuovo matrimonio. Ma il lago, con le sue acque immote e insidiose, tentacoli di alghe e passati, prima cercherà di portarsi via tutto; per poi far riemergere, con umiliazione, la verità. È il rabdomante, creatura pagana dall’aspetto di un Merlino senza barba con un bastone biforcuto come bacchetta magica, a trovare l’introvabile dopo una giornata in cui l’intero villaggio si prodiga nella ricerca. La triste verità, viene illuminata da un coro di fari delle auto, si troverà lì tra le pieghe di un abito elegante ormai fradicio, in una boccetta aperta di whiskey.

Ne L’oro in fondo al mare, le colline del Donegal fanno da sfondo a un viaggio per mare di tre uomini di Ballybeg. Un uomo, un turista, parte con i marinai in cerca dei salmoni, riportando le voci dei suoi compagni tra motti e aneddoti di altri tempi. Le voci si addormentano, il mare si fonde con l’oscurità della notte, i piedi si fondono nel Baltico, l’uomo si perde nei rumori del mare. Il tesoro, quello perduto di una nave affondata tempo fa, non è nella profondità dei flutti, ma nella vita del vecchio marinaio, nelle sue leggende. Fiabe di salmoni, d’oro e di pelle salata. Storie che salveranno i giovani dalla tristezza di una vita misera. Con Il sistema della vedovanza, cambiamo villaggio. Dopo la morte della madre, un uomo scapolo coglie l’occasione per creare la propria colombaia. Complici due amici un po’ attempati, invece di mettere la testa a posto, l’uomo preferisce spendere il proprio tempo per “creare” un colombo col sistema della vedovanza, che possa gareggiare per un premio prestigioso. Andando contro il solito “sistema naturale” che solitamente predilige le femmine ai maschi; Harry, proverà sulla propria pelle il metodo che ha voluto sperimentare. Il “sistema della vedovanza” spinge il maschio a tornare a casa per accoppiarsi. Harry si perderà per ritrovare la sua Judith. Perché certi metodi si applicano sia per gli animali che per gli uomini. E si capisce il valore di una cosa, solo quando è perduta. È un lavoro con le mani ruvide, quello del contadino.

Ne I raccoglitori di patate, si scava la terra, si raccolgono i secchi, si piega la schiena. In un giorno di novembre incontriamo, insieme ad altri lavoratori consumati dal freddo, due fratelli che marinano la scuola per lavorare. Il più giovane accorcia l’attesa che lo separa dalla paga, sciorinando fantasie su oggetti che potrebbe comprarsi. Il ragazzino più grande, invece, non esprime mai i suoi desideri perché è consapevole che non si possono realizzare. E se per il più piccolo saltare la scuola è un vanto, una ribellione; per l’altro è la consapevolezza che è la povertà ad obbligarlo a lavorare. E quei soldi serviranno alla famiglia, per nutrire le tasche della madre.

Foundry House, è un viaggio nel passato. Tornare nei luoghi dell’infanzia da adulti, cambia le prospettive di un uomo, che con la sua famiglia, prende posto nella vecchia casa dove è cresciuto. È la portineria della Foundry House, i proprietari sono i vecchi signori Hogan; Joe, il nostro protagonista, è cresciuto con il loro figlio, compagni di giochi. Il tempo ha cambiato tutto, perfino i desideri di accedere nei luoghi che per lui erano preclusi. Quando Joe avrà la possibilità di entrare nella grande casa dei signori, capirà che il tempo non risparmia nessuno e che in fondo, non serve essere ricchi per avere una bella famiglia. Un’altra storia sull’infanzia, si intitola Gli illusionisti. La magia ha un fascino intramontabile per i bambini. L’arrivo dell’illusionista, segna l’inizio della primavera in una piccola scuola con un unico insegnante e una ventina di scolari. In quel piccolo mondo, povero e scandito dai lavori della compagna, l’illusionista rappresenta la possibilità, la via di fuga verso il mondo oltre la collina fino all’Europa. Ogni anno, M. l’Estrange arriva in paese con il coniglio e la sua scatola di magie a bordo della sua bicicletta. La sera viene ospitato dall’insegnante, padre di un alunno che matura l’idea di intraprendere la medesima carriera. Entrambi gli uomini, in un’alternanza di monologhi, raccontano storie condite con alcol e amarezza. L’ultima volta che il ragazzo vedrà l’illusionista, sarà quella in cui i sogni di fuga si spegneranno sul ciglio della porta di casa. Ci sarà il conforto dei gesti rassicuranti di tutte le estati, quelle trascorse con la madre e con i ritmi della terra.

Ginger l’eroe è il racconto di due sorelle. Due matrimoni che cambiano i rispettivi coniugi, piegati dalla responsabilità e dalla fatica di tutti i giorni. L’elemento di svolta, per riuscire a mettere da parte un po’ di soldi, si presenta con l’allevamento di un gallo. Per chi non ha figli, diventa la possibilità di riversare la maternità repressa sull’animale. Un gallo anonimo che rispecchia a modo suo le vite dei proprietari: guerriero e arrendevole. I combattimenti si susseguiranno, tra incontri clandestini, fino all’ultimo combattimento. In quella violenza tra artigliate e beccate, si chiuderà una storia. Ne usciranno vincitori gli uomini, mentre il gallo sarà quello che ci rimetterà le penne.

Fra le rovine, porta una famiglia in una vecchia casa, una gita attraverso il passato. È una prima domenica d’estate, l’uomo, persuaso dalla moglie, cerca di trovare i ricordi della propria infanzia tra i resti, dalle risate con la sorella all’altalena costruita dal padre, fino alle campanule da raccogliere per la madre. Il passato viene edulcorato dalle risate, obliando i litigi e i rimproveri. Quando poi l’uomo, sollecitato dalla moglie racconta un aneddoto legato alla sorella; egli perde la magia del ricordo stesso. Quel ritorno a casa si riempie di amarezza e di tutto ciò che è andato ormai perduto. Resta la fantasia dei figli, quella che può custodire al loro posto, i giochi creati nel passato e poi nel presente in un cerchio infinito da padre in figlio.

La valle delle allodole, ci conduce in una missione per recuperare i resti delle proprie salme, dove due soldati tedeschi si fanno scortare per le colline da un sergente ed il suo sottoposto. Ripercorrere quei luoghi dopo anni dalla guerra, con qualche chilo in più da portare insieme al peso del proprio passato, fanno vacillare l’obbedienza di quel sergente. È in quei luoghi, dove il cielo è il tetto, l’Atlantico lo scenario e l’allodole creano il proprio rifugio, che i ricordi si fanno di nuovo vivi; dimora dei morti che non possono riposare in quel paradiso tra le colline.

L’ultimo racconto, il cui titolo racchiude l’intera raccolta, Tutto in ordine e al suo posto, analizza un altro spaccato di vita familiare. Un uomo si prende cura della suocera nel momento del bisogno, per aiutarla ad elaborare il lutto attraverso delle sedute di elettroshock. Nei momenti successivi alla seduta, la donna si perde nel passato, l’uomo l’asseconda cercando vendetta e considerazione. Quando quel periodo sarà terminato, egli conserverà tutte le parole dette e dimenticate della donna. Per gli altri sarà tutto in ordine e al suo posto, ma non per lui.

Questi racconti raccolgono i paesaggi da fiaba delle contee d’Irlanda, i loro uomini e le loro donne, sono aspri come il vento che soffia dall’Atlantico, creature che nutrono la terra con il sudore e le lacrime del duro lavoro. Sono creature che si muovono tra spiriti che si nascondono tra gli alberi e tingono di verde le colline con le loro risate. Le storie raccontate sono semplici, piccoli quadri sulle vite di gente con le mani callose e lo sguardo fiero. Non ci sono finali né veri antefatti. Solo momenti tra ricordi del passato e pensieri del presente. La nostalgia di un’infanzia perduta e del desiderio di ritornare indietro, in un tempo perduto. Al lettore resta l’immaginazione per creare, forse, un epilogo.

Consiglio di lettura.

Se non è possibile partire per l’Irlanda dopo aver letto questi racconti percorrendo i paesini di Friel, ascoltare della bella musica irlandese, su cd o live!

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