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Il futuro "prossimo" di Scanner Darkly



«Questa storia è dedicata alle persone che hanno pagato troppo per i loro piccoli errori. Io li ho amati tutti. Questi coloro cui dedico il mio amore.»

Con queste parole di Philip K. Dick si conclude A Scanner Darkly. Parole a cui è seguito un elenco di nomi, amici dello scrittore, di persone morte o seriamente colpite dall’abuso di droga.

Il luogo è la California, l’anno non è specificato ma è un futuro prossimo. La storia è quella di Bob Arctor, interpretato da Keanu Reeves, agente della narcotici infiltrato con la missione di scoprire informazioni riguardante i trafficanti della “Sostanza M” o Sostanza Morte (In inglese Substance D o Slow Death). Una droga talmente potente da indurre una forte dipendenza e una lenta separazione dei due emisferi celebrali, portando ad una vera e propria schizofrenia. Bob passa le sue giornate in una casa assieme ad altri tossicodipendenti. La situazione lentamente gli sfugge di mano e Bob, da infiltrato, diventerà dipendente dalla sostanza portandolo a sprofondare in un dramma sempre più oscuro toccando il fondo in un finale inquietante e tragico.

Philip K. Dick scrive uno dei romanzi più belli riguardanti il tema della tossicodipendenza usando il genere a lui caro, la fantascienza. Il film, uscito nel 2006, porta la firma del regista statunitense Richard Linklater (recentemente candidato al Premio Oscar per la Miglior Regia e Miglior Film con Boyhood) che, per l’opera, decide di usare la tecnica denominata “Interpolated Rotoscope” (già usata nel 2001 con il film Waking life). Il Rotoscope è una tecnica di animazione e consiste nel disegnare e ricolorare le immagini girate in precedenza su pellicola. La postproduzione dura più di un anno e mezzo per via della ricolorazione di ogni fotogramma con l’effetto acquerello. Il risultato che ne esce fuori è una via di mezzo tra un live action e un film d’animazione, un quadro in movimento che riesce a trasmettere una sensazione di straniamento e di surrealismo immergendo lo spettatore nel mondo dei personaggi tossicodipendenti.

Linklater rimane fedele al materiale originale di Dick, l’opera in sé non necessita infatti di grandi cambiamenti, si focalizza principalmente sulla messa in scena e l’estetica della pellicola, con un cast perfetto per i ruoli della storia. Oltre a Keanu Reeves (Bob Arctor), troviamo Robert Downey jr nel ruolo di James Barries, coinquilino di Bob coinvolto nella rete del narcotraffico della sostanza M. Winona Rayder è Donna, fidanzata di Bob, che si scoprirà avere un ruolo molto più importante nella vicenda.

L’estetica del film così straniante con la tecnica del Rotoscope non poteva non essere accompagnata da una colonna sonora altrettanto straniante. Linklater si affida al compositore Graham Reynolds che compone una musica complementare alle immagini del film, dando un ritmo ai deliri dei protagonisti. La composizione passa da momenti frenetici e quasi stridenti ad altri più armonici e lenti.

Il film non perfetto, ma riesce nell’intento di mettere in scena l’opera di Dick, una storia che alterna il dramma con una comicità surreale e a volte anch’essa drammatica (vista la situazione dei personaggi), con un’estetica quasi ipnotica che trasporta lo spettatore in questo mondo futuro (o futuribile) dove la dipendenza da droghe e allucinogeni rimane l’unica via di evasione per alcune persone.

P.S. Nei nomi presenti alla fine del film, appare un certo “Phil” con un danno pancreatico permanente; quel Phil è proprio Philip k. Dick, dichiarando quindi il suo passato uso di droghe.

«In loro memoria. Questi i compagni che ho avuto, i migliori, rimarranno in me e il nemico non sarà perdonato. Il "nemico" fu il loro sbaglio nel gioco della vita. Fateli giocare ancora, in qualche altro modo e lasciate che siano felici.»

Philip K. Dick

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