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Nero metafisico



«Quando avrai smesso di credere, anche gli altri dovranno credere che tu abbia smesso. Altrimenti, sarai divorato dalla menzogna».

Una letteratura cruda, disturbante e veemente agghiacciante quella di Nero Metafisico, raccolta che contiene ventitré racconti scritti da Paolo Di Orazio nell’arco di ventisei anni. Edito Nicola Pesce Editore, il libro è uscito nel 2016, unificando i vari registri stilistici del massimo esponente dello splatter punk horror italiano, estremizzati adeguatamente per consentire al lettore la mistica immedesimazione nelle storie deliranti racchiuse in queste pagine. In un’intervista rilasciata a Weird Magazine, l’autore infatti dichiarò:

«Quel che mi preme è concretizzare il giusto incantesimo tra forma scritta e impressionismo. Le parole devono costruire immagini, e le azioni dei protagonisti guidare le nostre emozioni. Non so come definire il mio stile, poiché mi adatto continuamente alla natura della storia. Nella raccolta Nero Metafisico, ci sono vari miei registri, forse tutti, ma non saprei nemmeno classificarli».

Cannibalismo, orge, riti occulti ed efferati omicidi sono solo alcuni degli avvenimenti che popolano le storie di Nero Metafisico, massima della penna esperta del decano dell’orrore in Italia. Il libro è diviso in tre parti, rispettivamente chiamate: Serpenteria, Limboscopìa e Metropolitànatos. Nella seconda di queste è contenuto La Vendemmia, prodigioso racconto guadagnatosi la selezione mondiale dei Best Horror Of The Year a cura di Ellen Datlow.

Alienazioni, avvenimenti inspiegabili e possessioni demoniache sono il fulcro di queste storie che si intrecciano fra loro tramite un unico e indissolubile filo conduttore: l’inferno. L’autore, omaggiando più volte mostri sacri della letteratura di genere come Edgar Allan Poe e H. P. Lovecraft, permette al lettore un’immersione totale, quasi sensoriale, negli incubi che i personaggi di questi racconti, pagina dopo pagina, sono costretti a vivere.

Che siano medici specialisti riuniti per la proclamazione del Male, una bambina in grado di uccidere un uomo saltando la campana, un’insegnante di pianoforte anomala o un assassino macchiatosi dell’omicidio della moglie, i personaggi di queste storie non sono quasi mai positivi; che siano mentalmente malati, adoratori del Demonio o impersonifichino lo stesso, l’autore riesce a trasmetterci il terrore perpetrato da essi, non parafrasando nulla e marcando con minuziosi dettagli ogni situazione, prive rigorosamente di qualsivoglia moralismo.

Nel racconto Le galline hanno gli occhi, contenuto in Serpenteria, abbiamo una famiglia apparentemente normale, con un padre che lavora sodo e tre figli incondizionatamente devoti alla madre. Ma la loro mamma è morta anni prima. Il corpo della donna è tenuto volutamente dal papà dei bambini in giardino, sistemato su una sedia come fosse ancora in vita. La festa della mamma si rivelerà per la strana famiglia un punto di svolta, dove il precario clima della casa verrà stravolto dalla follia dell’uomo.

«La torta è a centro tavola.

Due candeline accese, quelle che abbiamo trovato.

La preghiera è finita, ora cosa dobbiamo fare?

Papà si alza. Sembra voglia tagliare la torta. Prende il coltello.

Afferra Nicola per i capelli e gli taglia la gola.»

In questa storia l’elemento principale è razionale e non soprannaturale, ma non per questo risulta meno efficace rispetto a racconti come Il divoratore di cadaveri, dove Isaia Ruskin è letteralmente costretto a dissotterrare corpi morti dei quali nutrirsi, o La signora Gestra, contenuto in Limboscopìa: Adam è un bambino. Adam ha un talento sorprendente nel suonare il pianoforte. Adam però, inspiegabilmente, non dorme e non mangia più. Nonostante ciò, il piccolo risulta essere in perfetta salute. Semplicemente, è come se il suo corpo non necessiti più di soddisfare i bisogni primari, atti alla sopravvivenza. I genitori di Adam sono molto preoccupati, ma presto riconosceranno la responsabilità di ciò che sta accadendo al proprio figlio nella sua insegnante di pianoforte.

«Gli uomini del paese esultavano al rogo. Le fiamme avevano consumato un combustibile speciale. Maledetto era l’odore, ma proprio perché il fuoco aveva purificato il mondo. Adam era all’oscuro di ogni ragione. Da parte sua, non nacque curiosità in merito. In più, nessuno, da allora finché visse, prese la cura di dirgli cosa fosse realmente accaduto.»

23 racconti tra la carne e l’inferno è il sottotitolo di questa raccolta che si districa tra le paranoie e le ossessioni più recondite dell’animo umano, dove il soprannaturale rappresenta la normalità.

A tratti velatamente blasfemo, Nero Metafisico ci insegna che il Male può nascondersi ovunque; al contrario l’uomo, una volta scelto come portavoce di tale forza, non avrà modo di sottrarsi al proprio destino.

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