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It: dal libro al cinema, passando per la tv



«Lei lo sa qual è il colmo dei colmi per un giardiniere? Non lo sa? Scordarsi di innaffiare i nontiscordardimé!»

(Pennywise/It del 1990)

Ammettiamolo: l’adattamento del 1990 per la televisione di IT, romanzo capolavoro di Stephen King, era veramente brutto. Non c’è niente di male a dirlo, provateci.

Vi sentirete meglio, dopo. Sì, qualcuno dirà «Tim Curry ha fatto un lavoro eccezionale!», o magari «Tim Curry è insostituibile!» No, assolutamente no. Non sento scuse. Tim Curry è un grandissimo attore, ma è sostituibile, come lo sono tutti del resto (la storia del cinema è piena di esempi, basti pensare a quando sostituirono Sean Connery per Bond, e lui sì che aveva fatto grandi cose nelle vesti del personaggio ideato da Ian Fleming; o ancora, la scelta di Heath Ledger per il personaggio del Joker nel Batman di Christopher Nolan). Quella versione televisiva era, appunto, una versione per la televisione, e non stiamo parlando delle produzioni televisive di oggi dove il livello creativo e produttivo è paragonabile a quello cinematografico. Qui parliamo di produzioni di basso livello, dove la fortuna ha voluto che un professionista di grandi capacità come Curry abbia accettato il ruolo.

Curry curò tantissimo il personaggio del mostro travestito da clown. La limitazione degli effetti speciali fu ben bilanciata dalla sua caratterizzazione, dai suoi movimenti e dalle sue espressioni volutamente grotteschi. Ma, finiti gli elogi al lavoro di Curry, cosa rimane di quell'adattamento? Una cosa tremenda.

Ecco quindi che passano 27 anni e It torna, questa volta per il grande schermo, pronto a terrorizzare le nostre vite. Alla regia troviamo Andrés Muschietti, talentuoso regista argentino già autore del film La Madre, dopo l’abbandono di Cary Fukunaga per divergenze artistiche, che rimane comunque accreditato alla sceneggiatura. Per il ruolo del “clown danzante” viene scelto il giovane Bill Skarsgård, figlio del famoso attore Stellan Skarsgård e fratello di Alexander Skarsgård (Big Little Lies) e Gustaf Skarsgård (Vikings); tra i ragazzi del “Club dei perdenti” troviamo Finn Wolfhard, già protagonista della famosa serie Stranger Things targata Netflix.

Questo primo capitolo è ambientato sul finire degli anni ’80 anziché nella fine degli anni ‘50, una scelta voluta per poter ambientare il seguito, previsto per il 6 settembre 2019, ai nostri giorni.

Nella prima parte del film, Muschietti getta le basi della storia, creando una tensione e un’ansia con piccoli elementi quasi impercettibili al pubblico, funzionali poi a scatenare la paura nello spettatore durante la seconda parte. Notate quindi i personaggi sullo sfondo, anche quelli non a fuoco, guardate come si muovono o cosa fanno e capirete proprio l’espediente messo in scena da Muschietti. Andando avanti con la visione della pellicola, invece, assisteremo all'esplosione dell’orrore nella cittadina di Derry. L’ansia e la tensione lasceranno il posto alla paura nei confronti di un essere mostruoso inarrestabile, affamato delle paure dei giovani protagonisti.


Oltre agli anni in cui è ambientata la storia, ci sono altri piccoli cambiamenti rispetto al libro, irrilevanti a mio giudizio sulla resa finale della trasposizione (quello più evidente è sicuramente la mancata scena di sesso tra i ragazzi dopo la vittoria su It, ritenuta dallo stesso regista una metafora “approssimativa” sul passaggio tra l’infanzia e l’età adulta, tema che infatti è ben sviluppato nel corso del film).

Questa nuova incarnazione di It ci regala grandi momenti, ci riporta all'epoca in cui, da bambini, affrontammo le nostre paure, entrando prima nell'adolescenza, e infine nell'età adulta.

È un film che dovrebbe essere visto dai più piccoli, perché la paura, quella sana, è essenziale per il processo di crescita. Come i ragazzi del club dei perdenti, il bambino ha bisogno di canalizzare il terrore in qualcosa di costruttivo, affrontarlo ed eliminarlo. È di questo che King parlava nel suo romanzo, ed è questo che Muschietti riesce a narrare nell'adattamento.

Non ci resta quindi che galleggiare in attesa del secondo capitolo della storia.

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