• Reader for Blind

Sulla stessa spiaggia



La signora si alzò e fece qualche passo verso il mare, sistemando il costume che le si era infilato tra le natiche. I capelli erano lunghi, raccolti in una coda morbida, si vedeva che ormai crescevano di diverse sfumature di grigio. Ai lobi pendevano dei piccoli anelli d'oro.

L'ombrellone della signora era l'unico in quella striscia di spiaggia. C'erano altri bagnanti ma non erano in acqua né guardavano il mare, stavano sdraiati a occhi chiusi verso il sole. Era il primo vero giorno di caldo dall'inizio della stagione.

Un barboncino bianco seguì la signora, scodinzolava. La signora lo guardò e gli sorrise. Si mise seduta, poi semisdraiata, come una sirena, e iniziò il gioco: gli faceva annusare un sasso e poi lo lanciava, così lui correva e lo ritrovava tra tutti gli altri. Quando tornava da lei, la signora-sirena sorrideva, a volte si baciavano. Non stava facendo uno show, sembrava piuttosto una bambina, o una donna famosa molto sicura di sé.

Alle sue spalle, coi piedi in acqua, due coreane vestite di tutto punto e un uomo pingue in maglietta si passavano un neonato, incantandolo con quelle moine che gli adulti riservano ai neonati.

Una famiglia sedeva tra il gruppo straniero e la signora-sirena: un uomo, una donna e una bambina. Sembravano felici. La bambina avrà avuto sui due anni, l'uomo diceva qualcosa che la faceva ridere. Lui a sua volta rideva volentieri di alcune trovate della bambina, e rideva guardando la donna, come a voler condividere il suo stupore. Ogni tanto la bambina si allungava verso di lei a darle baci delicatissimi. Poi la donna si spostò a sedere alle spalle dell'uomo e prese a massaggiargli la schiena. La bambina volle imitarla e ci provò, sempre sulla schiena di lui ma un po' più in basso, mentre l'uomo si voltava a sorridere. La risata della bambina si perse nel fragore delle onde.

Poi la luce cambiò, il sole stava calando dietro le case. La signora-sirena aveva già smontato l'ombrellone, di lei e del suo barboncino non c'erano più tracce. La famiglia piegò le stuoie, si rivestì e lasciò la spiaggia.

L'indomani i turisti della domenica erano partiti. La spiaggia era un deserto di sassi, e qua e là, come miraggi, si intravedevano le barche dei pescatori. Arrivò una coppia, i due si sedettero pochi metri davanti a me. L'uomo, impiegai qualche minuto a riconoscerlo: era proprio lui, era l'uomo sorridente che con la sua famiglia mi aveva fatto pensare alla felicità. Sedeva sugli stessi sassi, insieme a una ragazza. Aveva per lei gesti premurosi, le nascondeva le mani tra le sue. La osservava, e c'era qualcosa di profondo nel suo sguardo, non sorrideva molto, non spesso come aveva sorriso alla donna e alla bambina sulla stessa spiaggia il giorno prima.

#robertagaravaglia #sullastessaspiaggia #racconto #raccontobreve #shortstory

0 visualizzazioni