• Reader for Blind

L'abisso del progresso di una società autolesionista



Penna acuminata, un’ironia ai limiti del grottesco e il totale ripudio verso l’accettazione del progresso: con queste premesse l’autore francese Auguste Villiers De L’isle-Adam scrive le ventotto storie racchiuse nella raccolta di novelle Racconti crudeli, pubblicata per la prima volta nel 1883 e riproposta in Italia in varie edizioni, tra cui quella della New Compton del 1993. Villiers nasce a Saint-Brieuc nel 1838 e muore a Parigi cinquantuno anni dopo a causa di un cancro allo stomaco; egli è considerato a tutti gli effetti un autore simbolista.

Il progresso ebbe la sua maggiore crescita grazie al Positivismo, corrente filosofica e culturale sviluppatasi nella prima metà dell’Ottocento. L’autore francese comunque non fu solo nella sua lotta contro lo sviluppo sociale dirompente di quegli anni: anche Charles Baudelaire, attraverso le sue opere, denunciò l’inevitabile ascesa dell’umanità verso qualcosa che somigliava sì a una specie di evoluzione, ma intrinseca di un’accezione negativa, colma di un paradossale regresso. Nel 1857 egli pubblicò I fiori del male, raccolta di cento poesie dai temi scabrosi e talvolta immorali, in perfetta linea con l’animo inquieto dell’autore; a causa di quest’opera, Baudelaire dovette affrontare un lungo processo, ma questo non fermò il poeta, che continuò a scrivere e pubblicare opere dallo stesso impatto morale delle poesie che diedero così tanto scandalo in un Ottocento borghese e dissimulatore.

Noto per aver preso libera ispirazione dallo scrittore americano Edgar Allan Poe e per l’amicizia che lo legò proprio a Charles Baudelaire (da cui brandisce l’acuto genio critico) e Stéphane Mallarmé, Villiers ci offre un elegante satira sulla società e la repulsione verso la borghesia: egli ci concede, senza esclusioni, una visione borghese ipocrita, egoista e fraudolenta.

Le signorine Bienfilâtre è il racconto che apre la raccolta e narra la storia di due sorelle che mantengono sé stesse e la propria famiglia attraverso la prostituzione. Un giorno la più giovane delle due, Olympe, si innamora di uno studente squattrinato e prende la decisione di non affiancare più la sorella e di concedersi esclusivamente al suo amato Maxime. In questa storia abbiamo un totale e satirico capovolgimento dei valori morali che oggi ci sembrano quasi universali: la famiglia e gli amici della ragazza non concepiscono infatti il comportamento di Olympe e vorrebbero riportarla su quella che secondo loro sarebbe la retta via.

«Un giorno, aveva incontrato Olympe vestita di un abitino nero, ben pettinata e con un pentolino di stagno in mano. Henriette, passando, facendo finta di non riconoscerla, le aveva detto sottovoce: «Sorella, la vostra condotta è inqualificabile! Rispettate almeno le apparenze!». Forse, con quelle parole, sperava in un suo ritorno sulla buona strada. Tutto fu inutile. Henriette sentì che Olympe era perduta; arrossì e tirò dritto».

Il racconto delle sorelle Bienfilâtre è quindi uno dei racconti strettamente riconducibili all’avversione dell’autore verso il ceto medio, che non si risparmia di comunicare al lettore la visione della bassezza morale caratteristica secondo lui di questa classe sociale.

Attraverso queste pagine Villiers trasmette anche un senso di inamovibilità della borghesia stessa che, nonostante sembri apparentemente in continuo sviluppo, in realtà non subisce mai un cambiamento evolutivo. Un racconto dalle simili sfaccettature in ambito di ribaltamento dei valori è Due indovini, dove un’aspirante giornalista si finge ignorante e totalmente privo di talento pur di trovare impiego presso la redazione di un giornale. Accortosi delle doti del ragazzo, il direttore gli negherà ogni tipo di possibilità lavorativa, perché: «ogni giornalista veramente degno di questo titolo deve scrivere solo di getto, qualunque cosa gli passi per la testa, e, soprattutto, senza rileggere. Alla carlona!» e, sempre dando voce al direttore, Villiers ci regala uno dei suoi numerosi e sottili attacchi alla borghesia: «l’importante, per l’abbonato, è leggere qualcosa, voi capite. Se sapeste come tutto il resto gli è indifferente!»

Villiers combatte una lotta contro l’avanzamento del metodo scientifico dettata da un moralismo quasi positivo, che lo induce a scrivere racconti come L’apparecchio per l’analisi chimica dell’ultimo sospiro, diciottesimo della raccolta, dove il lettore si trova catapultato in una borghesia ossessionata dalla scienza come via di fuga, tanto da avvalersi di invenzioni distopiche, come quella che permette di racchiudere gli ultimi sospiri dei prossimi al decesso in modo del tutto cautelativo e allo scopo di stemperare il dolore dei familiari degli agonizzanti.

«Questo divertimento, in fin dei conti, non è altro che un tonificante preventivo che depura fin d’ora, da ogni predisposizione alle emozioni troppo dolorose, il carattere così tenero dei nostri beniamini! Li familiarizza artificialmente con le angosce del giorno del lutto, le quali, allora, saranno ormai ben conosciute, digerite e insignificanti».

L’uomo è una specie tendenzialmente incline al deterioramento, l’incuria e l’abbandono; motivo per cui qualsiasi cosa che richiami una sorta di sviluppo può senz’altro diventare, per certi versi e in determinate occasioni, qualcosa di dannoso. Con un linguaggio aulico e preciso, Villiers ci propone con distaccata freddezza critiche sulla società francese Ottocentesca e lo fa con una moltitudine di racconti dalla variabile lunghezza a volte crudi e a volte amari; a volte distopici e a volte grotteschi; altre volte semplicemente crudeli. Ogni volta, comunque, con un’estrema e geniale lucidità che ha reso questo scrittore all’altezza dell’epoca che l’ha ospitato in questo mondo.

Questo piccolo approfondimento vuole solo essere un’introduzione a ciò che verrà analizzato venerdì prossimo su Reader For Blind: sul sito troverete infatti una panoramica completa di questo movimento progressista, che spazierà dalle sue origini sino ai giorni nostri, con particolare attenzione all’influenza che esso ha avuto in letteratura, nel cinema e sul piccolo schermo.

#AugusteVilliersDeLIsleAdams #Racconticrudeli #positivismo #Francia #Ottocento #borghesia #progresso #approfondimenti #approfondimento #raccoltadiracconti #raccontibrevi #racconti

0 visualizzazioni