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Dieci dicembre



«Il più bel libro che leggerete quest’anno» è il blurb che compare sulla copertina di Dieci dicembre di George Saunders, edito Minimum Fax. E a dirlo è il New York Times Magazine, alzando inevitabilmente le aspettative dei lettori. Aspettative che non verranno deluse.

Dieci dicembre è l’ultima prodezza di Saunders che nel 2013 ci regala una raccolta di racconti originale, un’opera sospesa fra la cruda realtà del mondo e un’atmosfera onirica, come fosse un sogno, come fosse dicembre, con il Natale alle porte e l’aria contagiosa di festa che percorre le strade.

A quattro anni dalla prima pubblicazione, la Minimum Fax propone una ristampa uscita a settembre di quest’anno con una meravigliosa copertina a cura di Patrizio Marini; egli, già ideatore del logo che contraddistingue la casa editrice romana, si occuperà della veste grafica inaugurata durante lo scorso Salone Internazionale del Libro, sostituendo Riccardo Falcinelli.


George Saunders nasce ad Amarillo nel 1958 e fondamentalmente dedica la sua vita alla scrittura e all’ingegneria geofisica. Egli ha vinto numerosi premi, tra cui il National Magazine Award nella categoria narrativa (per ben quattro volte) e il Guggenheim Fellowship nel 2006.

Saunders è uno scrittore dalla grande sensibilità, constatazione che risulterà evidente alla lettura di questa particolare raccolta di racconti, dove vengono affrontate storie dalla grande variabilità tematica, che si destreggeranno infatti tra difficoltà e problemi familiari, il disagio della povertà messo a paragone con la ricchezza altrui e la manipolazione dei sentimenti umani.

Immaginate un Laboratorio dove vengono condotti esperimenti scientifici da un’azienda che produce farmaci. Immaginate ora che questi farmaci sperimentali possano alterare le vostre emozioni, che siano in grado di farvi innamorare nell’immediato di una persona e possano allo stesso modo farvi disamorare, tutto nell’arco di poche ore e senza apparenti effetti collaterali. È ciò che succede nel racconto Fuga dall’Aracnotesta, dove Jeff è un detenuto che sta scontando la sua pena nel Laboratorio di Abnesti come cavia per gli esperimenti, anziché in un normale carcere. Il protagonista si divide fra il senso di colpa generato dal suo crimine e l’assuefazione derivata dalle difficili scelte che sarà costretto a prendere durante i test a cui verrà sottoposto insieme ad altri carcerati.

«Ci guardammo, della serie: e adesso che succede? Successe che Heather mi sembrò subito una grandissima gnocca. E si vedeva che la cosa era reciproca. Accadde così di colpo che ci venne quasi da ridere. Come avevamo fatto a non accorgerci di quanto ci piacevamo? Per fortuna nel laboratorio c’era un divano. Forse la flebo conteneva, oltre alla sostanza che stavano testando, anche un po’ di ED556, che riduce il tasso di pudore praticamente a zero. Perché partimmo subito in tromba, lì sul divano. Fu subito passione sfrenata. Ma non banalmente nel senso di fregola. Sfrenata sì, ma anche perfetta. Come se avessi sognato per tutta la vita una certa ragazza e a un tratto eccola lì, nel tuo stesso Laboratorio».

Sostanzialmente lo scopo degli esperimenti condotti da Abnesti è quello di immettere sul mercato farmaci con lo scopo di aiutare le persone a far innamorare qualcuno di loro, aiutare qualcun altro a disamorarsi e uscire da un bene non corrisposto o, più semplicemente, facilitare l’insorgere dei sentimenti ai soggetti più ostili. Jeff si ritroverà presto a interrogarsi sulla dubbia moralità dei test condotti in Laboratorio e sulla natura degli esperimenti potenzialmente pericolosi per i soggetti coinvolti.

Dieci dicembre prende il suo nome dal racconto posto alla fine della raccolta. I protagonisti sono un bambino che si perde nel bosco e rischia di annegare in un laghetto a seguito della rottura del ghiaccio sotto i suoi piedi, e un uomo uscito di casa con l’intenzione di suicidarsi che, trovando il bambino e aiutandolo a salvarsi coprendolo con i suoi vestiti, ha la possibilità di realizzare il suo desiderio di morte restando seduto nel bosco, mezzo nudo, con una temperatura di dodici gradi sotto lo zero. Gli avvenimenti che si susseguiranno nel corso della storia vi sorprenderanno: l’uomo comincia a parlare con sé stesso in un dialogo interiore dove sarà sospeso fra la volontà di morire e una forza recondita che potrebbe condurlo alla sopravvivenza fino all’arrivo dei soccorsi.

«Si stava suicidando. E per suicidarsi aveva coinvolto un bambino. Che ora vagava per il bosco in ipotermia. Si stava suicidando a due settimane da Natale. La festa preferita di Molly. Molly aveva un problema a una valvola cardiaca, un problema di attacchi di panico, questa storia poteva… Lui non… lui non era così. Non era da lui. Non avrebbe mai fatto una cosa così. Intanto però. La stava facendo. Proprio adesso».

L’autore padroneggia le giuste dosi di empatia e sarcasmo all’interno di queste storie «mai banali o buoniste», creando di fatto dieci allegorie dalle sfumature satiriche sulla società e sul peso che essa esercita sull’essere umano. «Saunders è uno scrittore serio e moralmente appassionato che esprime perfettamente la follia dei tempi in cui viviamo», parola di Zadie Smith.

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