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I nostri consigli per Natale - #regalaunracconto



Natale si avvicina, e con esso anche la fine dell'anno. Nel corso di questo 2017 la nostra redazione ha lavorato su diverse raccolte di racconti cercando, attraverso le varie rubriche, di comunicare al lettore ciò che esse hanno trasmesso a noi. Abbiamo dunque deciso di stilare una sorta di lista, che in nessun modo vuole essere una classifica; questi sono i titoli che durante l'anno abbiamo letto, recensito, amato; titoli a cui ci siamo appassionati, storie che ci hanno lasciato qualcosa.

Siano queste raccolte acquistate con la consapevolezza di ciò a cui andavamo incontro, o racconti meravigliosi salvati dalla polvere e la desolazione di un banco di libri usati, queste storie ci hanno accompagnato durante momenti di lavoro, gioia e tristezza, momenti in cui ci siamo sentiti in difficoltà e altri in cui abbiamo capito di poterci rialzare.

Questi libri sono 12 come i mesi dell'anno, e per noi hanno significato molto; speriamo possa essere così anche per voi.

01 - Viet Thanh Nguyen - I Rifugiati (Neri Pozza 2017)


«In un paese dove i beni di proprietà erano l’unica cosa che contasse, non avevamo niente che ci appartenesse, a parte le storie». Cosí suona un passo contenuto in uno dei magnifici racconti di questo libro che Viet Thanh Nguyen ha voluto dedicare ai «rifugiati sparsi in tutto il mondo». È l’affermazione di una giovane vietnamita, la cui infanzia, in fuga dagli orrori della guerra, è stata segnata dalla drammatica esperienza di un barcone alla deriva e dalla morte del fratello ragazzino. A un certo punto della sua adolescenza negli Stati Uniti, la donna si imbatte nell’esperienza propria di ogni rifugiato: scoprire di non possedere niente, se non le storie, raccontate dai genitori o serbate nel proprio personale ricordo, che mostrano l’impossibilità di voltare le spalle al passato, alle persone e alle cose del vecchio mondo perduto. Come «indumenti abbandonati dai fantasmi», esse riaffiorano inevitabilmente. L’impossibilità dell’oblio che, come un macigno, pesa sulla necessaria ricerca di nuove identità ed appartenenze attraversa da cima a fondo tutte le storie narrate in questo libro. Dal giovane Liem che non riesce piú a riconoscere sé stesso nell’istante in cui apprende davvero che cosa significa a San Francisco dire di due maschi che sono una coppia «in senso romantico»; alla proprietaria del New Saigon Market che nella sua bottega, uno dei pochi posti a San Jose dove i vietnamiti possono acquistare il riso al gelsomino e l’anice stellato, vede riapparire i fantasmi della guerra nella persona della signora Hoa, ossessionata dall’idea della vendetta nei confronti dei comunisti che le hanno ucciso il figlio; a James Carver, nero cresciuto in Alabama, che a Quàng Trị, in Vietnam, scopre di aver generato una figlia fuori posto in «un mondo deciso ad assegnare a ciascuno il posto che gli spetta», l’inquieta ricerca di una nuova identità da parte di uomini con «due facce e due menti diverse», già oggetto delle pagine de Il simpatizzante, riemerge con chiarezza in quest’opera.

I nostri percorsi.

02 - Hamlin Garland - Racconti dal Mississippi (D Editore 2017)


Pubblicato per la prima volta nel 1884, Racconti dal Mississippi è la cronaca, quasi in prima persona, della colonizzazione del Midwest americano.

Sei racconti provenienti da un’America fino ad allora inedita, impensata, dove la povertà e la miseria sono i veri padroni delle vite degli eroi di queste storie. La straordinaria bellezza delle descrizioni dei paesaggi di Garland sono solo la scenografia dove viene messa in scena la tragedia quotidiana di uomini e di donne che hanno scelto di vivere lontano dagli agi delle grandi città, ma liberi di prendere in mano il proprio destino.

O almeno di provarci.

03 - David James Poissant - Il paradiso degli animali (NN Editore 2015)


I racconti di David James Poissant parlano di relazioni. Genitori e figli, mariti e mogli, amanti o amici, i protagonisti di queste storie sono ritratti in un momento decisivo della loro vita quando, per la forza brutale dell’amore, si trovano sulla soglia di un precipizio, spinti da decisioni che loro stessi hanno preso. E sull’orlo del burrone, a ciascuno viene chiesto di fare una scelta: saltare o tornare indietro. Gli animali servono da catalizzatori, scatenano reazioni paradossali, spesso grottesche. E sono anche metafore di un territorio sospeso tra realismo e allegoria. I paesaggi sono quelli dell’America del sud, Atlanta, Florida, Tucson, ma anche Midwest e California. Non è il sogno americano ma un luogo più selvaggio e ai margini, dove fallimento e successo sono molto più vicini di quanto ci si aspetti, e il finale, lieto o triste che sia, libera sempre nuove speranze di riscatto e una profonda compassione. Come nella poesia di James L. Dickey, che dà il titolo a questa raccolta: “Sotto l’albero / cadono / sconfitti / si rialzano / si rimettono in cammino”. Che poi è quello che tutti tentiamo di fare.

Questo libro è per chi sogna di viaggiare su un furgoncino Volkswagen in compagnia di un labrador nero, per chi ama i film di Wes Anderson e il deserto di Bagdad Café, e per chi a volte teme di essere un pazzo ma in realtà è caduto in un cerchio magico da cui riuscirà prima o poi a uscire.

La nostra recensione.

04 - Louise May Alcott - Fiabe floreali (Elliot edizioni 2016)


È appena finita una festa di balli e canti nel Paese delle Fate, e la Regina invita ognuna delle sue damigelle a raccontare alle altre una fiaba, per trascorrere insieme il resto della notte sotto la luce della luna. Nasce da voci fatate la raccolta di «Fiabe floreali», pubblicata nel 1855 - e ancora inedita in Italia - dalla celebre autrice di «Piccole donne». A quindici anni, Louisa raccontava storie ai figli dei vicini di casa, tra cui quelli dello scrittore Ralph Waldo Emerson, e a sua moglie, a cui la raccolta fu dedicata. Attraverso questi incontri con fate, elfi e animali, l'autrice desiderò alimentare nei piccoli ascoltatori l'idea di amore, gentilezza e responsabilità, mettendo alla prova la propria inesauribile fantasia di scrittrice.

05 - Maurizio Vicedomini - Ogni orizzonte della notte (Augh edizioni 2017)


«Cammini fra le tombe e ti sembra di vedere le ombre di vecchi datori di lavoro, colossi d'azienda, professori di quand'eri bambino. Di notte, là dentro, arrivi a pensare di poterci parlare, con i morti». «Dev'essere una bella esperienza». «Bella no, non direi. Ti sembra che la differenza fra te e loro sia così piccola, così insignificante, che basta fare un altro passo per fargli compagnia». Ogni orizzonte della notte è una raccolta di racconti in prima persona di protagonisti senza nome che, mediante una narrazione originale e undici situazioni di vita, sviscerano i pensieri dell'animo con uno sguardo diretto su una realtà dai toni scuri. Dall'isolamento più estremo di un uomo al buio, al vagare in moderne odissee, all'intreccio doloroso di monologhi solitari: un percorso che attraversa solitudine e individualità, fino a trovarne l'essenza, frammentata, nella trama indissolubile dei rapporti umani.

La nostra recensione.

06 - Matteo Galiazzo - Sinapsi (Indiana editore 2012)


Sembra quasi un romanzo: un giovane autore, scoperto e lanciato da uno dei principali editori del paese, osannato dalla critica e ammirato dagli altri scrittori, dopo soli tre libri smette improvvisamente di scrivere e pubblicare. Da allora sono passati dieci anni. Che fine ha fatto Matteo Galiazzo? Questo libro colma un'assenza durata troppo a lungo: riporta Galiazzo in libreria, e svela i motivi del suo misterioso abbandono della scena letteraria. Ventidue racconti, sinora relegati su piccole riviste indipendenti o scovati direttamente nei cassetti dell'autore, raccolti per la prima volta in volume: una carrellata di storie che vi farà scoprire (o ritrovare) il talento di un autore unico. Perché Matteo Galiazzo è un megafono di voci diverse, nessuna lieve, tutte (pre)potenti. Preparatevi a viaggiare nello spazio e nel tempo, a innamorarvi, a lasciarvi, a cercare vostra madre spersa nei vicoli di una città di mare, a fluttuare in piccole astronavi, a parlare con la macchia nel vostro cervello. Matteo Galiazzo ha il talento raro di chi scrive in mille modi diversi senza mai smettere di essere se stesso, di chi sperimenta senza mai perdere la strada di casa.

La nostra recensione.

07 - Brian Friel - Tutto in ordine e al suo posto (Marcos y Marcos)


I luoghi sono d’Irlanda, splendida e aspra: il vento dell’Atlantico spazza le colline, ma dietro le dune, centinaia di allodole invisibili formano un ombrello di musica nella calura celeste. Qui le donne non si fanno illusioni. A volte si induriscono, oppresse da troppe fatiche. Ma sanno accoglierti davanti al fuoco, ridere fino alle lacrime e abbandonarsi pienamente alle cose, visibili e invisibili. Gli uomini invece coltivano spesso nella mente un’idea diversa della vita.

Il tempo potrebbe essere oggi, domani, sempre. Piccole crepe si aprono nella realtà conosciuta, nel quieto vivere, nelle convenzioni erette come barriere. Il mistero filtra e dilaga; sono donne, illusionisti, vecchi pescatori, rabdomanti a custodirlo.

Con la sua lingua meticolosa e nitida (resa da Daniele Benati con straordinaria intelligenza e passione) Friel non giudica, non spiega. Gli basta il lampo della barca sul lago che appare e scompare nella notte, una testa troppo chinata sul volante per agganciarci: il nostro cuore è lì e l’immaginazione vola. Dieci racconti, dieci capolavori: Friel è un maestro dell’arte narrativa.

La nostra recensione.

08 - Paura della matematica - Peter Cameron (Adelphi 2008)


In un passaggio apparentemente marginale del racconto che da il titolo a questa raccolta disegnata dall'autore, la protagonista offre al suo professore di matematica, passato a trovarla, un bicchier d'acqua. Poi, mentre lo guarda bere, la ragazza è colpita dalla cosa più semplice, l'assoluta naturalezza del gesto, che l'uomo compie "come se in vita sua non avesse fatto altro che venire in cucina da me a bere acqua". È un tocco inconfondibile, che unisce in una riga tutta l'atmosfera di cui abbiamo bisogno e tutto l'intreccio che possiamo desiderare. Ma è anche di più. È la conferma che qualsiasi storia, anche minima, racconti - si tratti di un ragazzo che smette di parlare in casa, mentre intrattiene una fitta corrispondenza con i carcerati; di un adolescente che, alla morte del suo cane, si convince che nelle formule dell'algebra si annidi il segreto della felicità; o di una coppia gay in visita presso una nonna eccentrica e molto amata -, Cameron sembra appunto non avere mai fatto altro che scrivere storie. E come nei suoi romanzi ci offre, con la sua voce fresca e generosa, storie di giovinezza, inquietudini e nostalgia, di amori e famiglie e vita quotidiana.

I nostri percorsi.

09 - Il giorno che diventammo umani - Paolo Zardi (Neo Edizioni 2013)


"Qual è il giorno in cui siamo diventati umani? Quale l'attimo in cui questa vitale e spossante consapevolezza ci ha invaso? Paolo Zardi usa storie e personaggi per raccontare questo momento e ad ogni pagina spinge il lettore a porsi questa domanda. I suoi sono racconti folgoranti, capaci di fotografare in uno stile lucido e rigoroso quello che siamo, senza orpelli né sottolineature, ma con un senso di pietas di rara bellezza".

La nostra recensione.

10 - Davide Orecchio - Mio padre la rivoluzione (Minimum fax 2017)


Mio padre la rivoluzione è una raccolta di racconti, ritratti, biografie impossibili e reportage di viaggio attorno alla storia e al mito della Rivoluzione russa, dai protagonisti dell’ottobre 1917 (Lenin, Stalin e Trockij) a personaggi minori ma non per questo meno affascinanti. Davide Orecchio lavora sulla storia con gli strumenti della letteratura, ne racconta versioni altre e ne esplora possibilità non accadute: in questo libro Trockij è ancora vivo nel 1956 e medita sull’invasione sovietica dell’Ungheria e su Chrušcˇëv che rinnega Stalin. Qualche anno dopo, il giovane Robert Zimmerman entra in una libreria di Hibbing, Minnesota, e scopre i testi di Trockij, non diventa Bob Dylan ma compone altre bellissime canzoni rivoluzionarie come «The End of Dreams». Qui, proprio come nella realtà e oltre essa, il poeta Gianni Rodari che «ha il problema della fantasia» scrive un reportage dalla Russia per il centenario della nascita di Lenin. In Mio padre la rivoluzione la «controstoria» è una chiave offerta al presente per scardinare il passato, per fare i conti coi mostri politici e le speranze tradite del Novecento, ed è anche una guida per immaginare i futuri possibili. Con uno stile originalissimo, Davide Orecchio racconta il sogno e l’incubo della storia, le peripezie e le passioni, i destini aperti degli uomini.

11- Joy Williams - L'ospite d'onore (Edizioni Black coffee 2017)


Poco nota in Italia, Joy Williams è universalmente riconosciuta come una delle maestre del racconto americano accanto a scrittori come Raymond Carver, John Cheever, Grace Paley e Anne Beattie. Bret Easton Ellis la definisce la legittima erede di Flannery O’Connor. In questa antologia sono riuniti gran parte dei racconti, alcuni apparsi in precedenti raccolte, altri inediti, che l’autrice ha composto nell’arco di quasi cinquant’anni. Le sue storie, come parabole, ruotano tutte intorno a un momento di trasformazione che spesso ha luogo al di fuori della pagina scritta e di cui intravediamo soltanto un barlume: il mistero improvvisamente ribolle in superficie, per un solo istante, e poi torna a inabissarsi. Il suo mondo è pervaso di un orrore esistenziale che tuttavia trova redenzione in lampi di feroce umorismo: «La vita è grottesca e piena di crudeli e inutili distrazioni. La nostra ignoranza non ha confini, la nostra sofferenza tantomeno. Abbiamo fatto scempio di questa Terra e il nostro passaggio su di essa è amaro e affatto eroico. Eppure l’orrore può essere illuminante e apostrofare l’impossibile rendersi necessario» affermava l’autrice in un’intervista, e queste parole suonano come un credo. Apparentemente a suo agio in un contesto di realismo domestico, Williams cela un obiettivo ben più sinistro e lo sfondo su cui sceglie di far muovere l’azione – che siano i paesaggi riarsi del Sudovest, una piccola isola al largo delle coste del New England o del Massachusetts, o ancora un’auto malconcia che sfreccia sull’interstatale polverosa – non è che un pretesto per affilare l’ascia e mettere a nudo l’inadeguatezza umana dinnanzi al cambiamento e alla perdita. Leggere Joy Williams è come affacciarsi sull’orlo di un precipizio: spaventoso e illuminante. Ogni americano porta nel cuore un suo racconto e ora anche in Italia potremo finalmente apprezzarne il genio.

11- Luca Ricci - I difetti fondamentali (Rizzoli 2017)


"Gli scrittori lavorano nelle tenebre, e come ciechi soppesano l'oscurità" ha detto José Saramago. Ma è davvero possibile raccontare una figura sfaccettata, mutevole e imprevedibile come quella di chi per mestiere inventa mondi? Come rintracciare la sua natura autentica negli abissi dell'immaginazione in cui lavora? Forse bisognerebbe partire dalle cose concrete, dalle pulsioni più animali, dai difetti. Questa è la risposta di Luca Ricci, in un ritratto composto da quattordici istantanee - fulminanti, indiscrete, perfette - che sono anche quattordici racconti d'amore: perché è l'amore, a ben vedere, il difetto più evidente, e necessario, di ogni essere umano.C'è lo scrittore che trascorre una vacanza in una spiaggia nudista, salvo poi incapricciarsi dell'unica ragazza che, chissà perché, resta vestita; c'è quello che per sbarcare il lunario apre un bed & breakfast e una sera, con la complicità di un volo cancellato, ha l'occasione di affittare una camera al più potente agente letterario del mondo; c'è quello che ogni lunedì, con una puntualità inflessibile, chiama una casa editrice pur sapendo che il suo dattiloscritto non verrà mai letto Sebbene il risultato rimandi alla perentorietà di un classico, Ricci spinge l'arte del racconto al di là delle forme note e dei generi consolidati, chiedendo alla letteratura di assolvere ancora una volta al compito più arduo, quello di indagare l'impasto misterioso di cui è fatta ogni esistenza.

La nostra recensione.

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