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Mark Twain: oltre l'umorismo



«Alla fine, un brutto giorno, sono caduto nelle mani di Monsieur Jules Verne, uno scrittore. E lì sono cominciati i miei guai».

Nel corso della sua carriera Mark Twain ha scritto numerosi racconti umoristici, tra i quali compare Un delitto, un mistero e un matrimonio, racconto nato quasi per gioco da una proposta fatta da Twain stesso alla rivista Atlantic Monthly, nella quale alcuni scrittori dovevano escogitare finali diversi per un'unica storia. Il progetto non decollò e il manoscritto venne dimenticato, fino a quando, soltanto nel 2001 – dopo essere stato ritrovato in una biblioteca pubblica – è stato stampato per la prima volta. Nonostante sia poco più che una bozza con una trama abbastanza semplice, il racconto si presenta irriverente e pieno d'ironia, donando una lettura leggera e di grande ascendenza.

Lo stile dello scrittore è facilmente riconoscibile: i personaggi nati dalla sua penna rientrano in una vasta gamma di tipologie: si incontrano un padre che vuole dare in moglie la figlia, un innamorato benestante che viene respinto, uno zio ricco che deve fare testamento e un misterioso straniero che fa da eroe negativo e grazie al quale gli eventi precipitano. In poco tempo infatti un imminente matrimonio viene sospeso a causa di un uomo misterioso e di troppa avidità, che portano a un delitto e poi finalmente a un matrimonio.

Ma la sua sublime vena umoristica, era la vera indole di Mark Twain?

«L’umorismo è una gran cosa, è quello che ci salva. Non appena spunta, tutte le nostre irritazioni, tutti i nostri risentimenti scivolano via, e al posto loro sorge uno spirito solare».

Samuel Langhorne Clemens, questo il suo vero nome, era un antischiavista, antirazzista, antimperialista, filantropo e misantropo. Tutto questo sembra stonare con la scelta del suo pseudonimo, Mark Twain per l'appunto, ricavato da un’espressione gergale usata nella marineria fluviale statunitense per segnalare ad alta voce la profondità delle acque e agevolare così le manovre. By the mark twain era un avvertimento volto a comunicare una profondità che non costituisse alcun pericolo; l’autore sembra quasi voler fare dell'ironia su sé stesso nello sceglierlo come nome.

Mark Twain è noto infatti come scrittore dall'irresistibile umorismo, sebbene fosse di carattere pessimista. Scavando nella biografia dell’autore, la sua natura cupa trova giustificazione in una vita scossa da numerose sofferenze, dall'infanzia all'età adulta: l'apice si avrà alla perdita di due dei quattro figli avuti dalla moglie Olivia Langton, sposata nel 1870, mentre un’altra risulterà afflitta da una malattia mentale. Dopo la morte della moglie, colpito anche da un tracollo finanziario, Mark Twain precipiterà in uno stato di profonda crisi che aggraverà ulteriormente il pessimismo insito da sempre nel suo animo.

È forse questo il motivo per cui, successivamente, Twain diventerà un notevole osservatore della falsità e della barbarie umana senza risparmiare alcuna critica, spesso irriverente, nei confronti della religione e dell’avidità americana.

Ad ogni modo, tutta la sua opera è da considerarsi autobiografica e Mark Twain, al massimo della sua notorietà, fu con tutta probabilità uno dei maggiori esponenti della letteratura americana del suo tempo.

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