• Reader for Blind

Manuale di sopravvivenza per bambini invisibili



Dedicato a tutti i bambini

che hanno paura di diventare grandi.

Luca Martini

Chi di noi non ha mai avuto il desiderio di essere invisibile? Da bambini, da adolescenti o da adulti, chi di noi non ha mai provato il bisogno di restare esattamente dov'è, ma senza essere visto? Che si tratti di mariti, genitori, figli o amici, non importa; tutti, almeno una volta nella vita, proviamo questa profonda esigenza di non essere visti da chi ci circonda; in alcuni casi, speriamo di sparire e che loro se accorgano, in altri desideriamo dissolverci dalla loro vista e dalle loro menti, dai loro cuori.

Ed è proprio di questo ciò di cui parla Luca Martini nei quindici racconti che compongono Manuale di sopravvivenza per bambini invisibili.

Sono storie semplici, queste. Storie di vita quotidiana, storie che in qualche modo possiamo sentire vicine. Anche quando ciò che viene raccontato è di una portata maggiore, come in Un agosto (nero): il racconto narra della strage di Bologna avvenuta nel 1980, ma lo fa dal punto di vista della famiglia di un sopravvissuto che si trova ancora sul luogo dell’esplosione. Ci viene raccontato l’orrore attraverso gli occhi di una moglie e di un figlio – di un bambino – che il 2 agosto del 1980 si sono svegliati e poco dopo hanno vissuto ore terribili con la costante angoscia di perdere una persona cara. E questa non è solo una storia che possiamo trovare in una raccolta di racconti; questa è la storia che devono aver vissuto i parenti delle vittime e di tutte quelle persone che quella mattina si trovavano alla Stazione ferroviaria di Bologna per svolgere quelle attività che per molti, appunto, facevano e, per alcuni, ancora fanno parte della quotidianità.

Sebbene Martini affronti tematiche diverse all’interno di questo libro, – nonostante i racconti ruotino perlopiù intorno agli affetti – uno dei temi ricorrenti è il rapporto genitore-figlio.

Alcuni esempi sono Il record, dove un uomo sfoga la propria frustrazione tramite l’atto di spingere suo figlio Giona sull’altalena; nel racconto Il cugino di Babbo Natale, Ettore scopre nel modo peggiore che a sistemare i regali sotto l’albero non è altri che il padre. La consapevolezza dell’inganno si accende nel bambino, che si trova catapultato assieme al padre in un susseguirsi di brevi e grotteschi eventi che – noi non lo sappiamo ma lo immaginiamo, cambieranno per sempre il loro rapporto e le loro vite; nel racconto Il mare che resta possiamo leggere la storia di Andrea, un bambino di sette anni che, nonostante innumerevoli sforzi, sembra non riesca a imparare a nuotare. La vita di Andrea sembra spezzata a metà a causa del rapporto che ha con i propri genitori: se da un lato trova conforto nei gesti e nelle parole amorevoli del padre, dall’altro si scontra contro un muro apparentemente invalicabile che separa lui e la madre. Il nuoto è il pretesto. La donna non riesce minimamente ad accettare che il figlio trovi difficoltà a stare a galla. La situazione arriverà a una svolta in quella che ci verrà presentata come una semplice giornata al mare, dove la frustrazione della madre e le paure del bambino arriveranno al culmine, incrociandosi in un momento di tensione e paura, portando i sentimenti di madre e figlio a un punto, ci sembra, di non ritorno, per poi trovare conforto in un’insperata, dolcissima riconciliazione.

«Non è il mare che conosce quello che gli fa paura.

È il mare che resta.

Quello che non riesce ad affrontare, perché ha paura di essere deriso, di sentirsi

diverso.

E dire che lui, Andrea, il mare lo ama.

È il mare che resta, quello che sua madre ama così tanto, che gli mette il terrore.

Andrea ha sette anni e ce l’ha messa tutta.

Ha fatto due corsi in piscina, due volte la settimana, ma niente.

Era sempre l’ultimo, anche la maestra lo prendeva in giro.

“Possibile che tu non riesca ancora a stare a galla? Non ho mai avuto uno così in vent’anni di insegnamento, giuro.”

“Maestra, ma questo qui ci rallenta tutti, non possiamo fargli cambiare corso?”»

È dunque un manuale, come da titolo, quello di Luca Martini.

Un manuale per tutti quei bambini che hanno paura di crescere, un manuale per i genitori che scoprono la difficoltà di essere tali. Un manuale, questo, dove il dolore di diventare grandi o quello di esserlo diventati viene a galla attraverso la penna di Martini, che ci regala quindici storie, come le ha definite Gianluca Morozzi, davvero, «di agghiacciante bellezza».


Luca Martini, classe 1971, è autore di poesie, racconti, favole illustrate, monologhi teatrali e romanzi. Di origini bolognesi, vince nel 2008 il premio Arturo Loria per il miglior racconto inedito.

Tra le pubblicazioni più recenti Martini vanta: Il tuo cuore è una scopa (Antonio Tombolini Editore, 2014), L’amore non c’entra (La Gru, 2015) e il libro per bambini Il coccodrillo che voleva essere drago (D Editore, 2017). Insieme a Gianluca Morozzi ha curato le antologie Più veloce della luce (Pendragon, 2017) e Vinyl. Storie di dischi che cambiano la vita (Morellini, 2017).

Manuale di sopravvivenza per bambini invisibili è la sua raccolta di racconti, uscita per Italic & Pequod nel 2018.

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